Mese: settembre 2017

Giocare a Kevin Anderson

L’altra sera ho guardato la finale degli US Open e per un po’, all’inizio, l’hanno guardata anche le mie bimbe. Che è una cosa abbastanza singolare, questa, che le mie bambine guardino una partita di tennis, perchè, nonostante i miei reiterati tentativi di appassionarle, non hanno mai dimostrato alcun interesse, se non per i colori dei completi delle tenniste o per i tic di Nadal quando batte, che a loro fanno molto ridere. Però, invece, l’altra sera, un po’ l’hanno guardata la partita tra Nadal e Kevin Anderson, e la mattina dopo, hanno tirato fuori i racchettoni da beach tennis, la rete della Decathlon e hanno giocato che una era Nadal (e faceva pure tutti i tic prima di battere) e l’altra era Kevin Anderson. E, quando me l’hanno raccontato, mi ha molto divertito che, nella loro visione limitata del mondo del tennis, Kevin Anderson, visto che era in finale, sia un mito come Nadal, un personaggio in cui ci si può anche immedesimare nei propri giochi in cortile. E magari, se uno chiede loro di elencare 3 tennisti importanti della storia del tennis, loro direbbero Federer, che se lo ricordano perchè ha due coppie di gemelli, più che altro, Nadal, che ha i completi sgargianti e i tic prima di battere, e Kevin Anderson. E allora mi è venuto in mente che, quando avevo circa 10 anni, pensavo che i Men At Work fossero uno dei gruppi fondamentali della storia della musica, come i Beatles o i Genesis, per dire.