Terra rossa

Mi capita spesso, a volte, che conoscendo persone provenienti da regioni diverse dalla mia, l’Emilia-Romagna, queste tirino fuori dalle chiacchiere il classico ragionamento “L’Emilia è una terra rossa”.

Ci sono quelli che sono rossi, o che si sentono più affini ai rossi, o che comunque pensano che forse ancora abbia un senso la distinzione tra rossi, bianchi, neri, verdi, e, se lo ha, loro sono rossi. Questi, quando dicono “L’Emilia è una terra rossa”, lo dicono cercando complicità con me, perchè se l’Emilia è una terra rossa, pensano loro, allora anch’io, che sono emiliano, sono rosso, quindi, pensano loro, tra loro e me c’è identità di pensiero. Ci capiamo.

Ci sono invece quelli che non sono rossi, o che si sentono meno affini ai rossi, o che comunque pensano che forse ancora abbia un senso la distinzione tra rossi, bianchi, neri, verdi, e, se lo ha, loro non sono rossi. Questi, quando dicono “L’Emilia è una terra rossa”, lo dicono cercando complicità con me, perchè anche se l’Emilia è una terra rossa, pensano loro, io, pur essendo emiliano, non sono rosso, quindi, pensano loro, tra loro e me c’è identità di pensiero. Ci capiamo.

Ecco, quando tirano fuori questa storia che “L’Emilia è una terra rossa” per stabilire che tra me e loro c’è identità di pensiero perchè lo decidono loro, e comunque la pensano loro, ecco, io in questi casi rispondo che per me, la terra rossa, è solo quella dei campi da tennis.

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