Mese: gennaio 2018

Poirot e John McEnroe

L’altra sera al cinema ho visto “Assassinio sull’Orient Express” di Kenneth Branagh, e a un certo punto, all’inizio, c’è un dialogo molto bello tra Hercules Poirot e un militare, nel quale Poirot dice che lui riesce a vedere il mondo solo come dovrebbe essere, e non sopporta lo scarto con le evidenti imperfezioni che lo rendono differente da come dovrebbe essere (in lingua originale, “I can only see a world as it should be. It makes an imperfection stick out like the nose on your face.”). E allora a me è venuta in mente l’espressione di John McEnroe quando sbaglia una palla, o quando. Ecco, secondo me la stizza, la rabbia di McEnroe nasce dallo stesso disappunto che descrive Poirot. Magari mi sbaglio, perchè la mia è solo un’impressione, e non ho mai letto o sentito un parere di John McEnroe in proposito, ma la sua espressione è diversa da quella degli altri tennisti che si rammaricano, imprecano o protestano. Loro pensano al punto, al game, al set, lui sembra essere animato da un’ansia più grande e assoluta, l’ansia per un mondo perfetto nel quale quella volèe gli sarebbe entrata o quel servizio gli sarebbe  stato chiamato buono, e non fuori. Poi, certo, sono sicuro, anche a McEnroe interessano il punto, il game, il game e il set, ma in quel momento lì, il momento in cui la sua espressione passa dallo sforzo alla rabbia, gli sfuma davanti “the world as it should be” e lui capisce che non potrà più riesumarlo.